"Cosa racconterò ai miei figli, ai miei vicini di casa più giovani, ai miei nipoti, cosa racconterò? C’e’ chi racconta di guerre, di epoche d’oro, di musica stupenda, discoteche colorate, 68, rivoluzioni, canne lunghissime. Io cosa racconterò di questi cazzo di anni zero? Le bugie, gli i-phone, i computer, facebook, le memes, la germania, la grecia, cose brutte. Niente colori. Cosa racconterò di questi cazzo di anni zero? Racconterò di me, dentro a questi anni, racconterò di chi come me non sapeva cosa raccontare. Racconterò del gelo che sento, racconterò di abbracci negati e di webcam sovraffollate."
- Vasco Brondi (via toutcequirest)
(Source: anunsteadyashtray)
"Lei era fatta così, e con lei i suoi sbalzi di umore. Spesso le veniva da sorridere anche quando era difficile trattenere le lacrime."
- J. Usagi (via quelmareciavevafregato)
"Io vorrei farti dormire, ma come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. Ma succederà così anche a te. Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani. Guarda, Natalia, il cielo! È una meraviglia!"
- Le notti bianche, Fedor Dostoevskij (via egocentricacomeigatti)
(Source: malinconialeggera)
"Non è vero che basta il pensiero. A me non basta.
Il pensiero basta a chi è morto, io sono viva e mi basta un gesto, un’azione, affetto e amore."
- A. Lungarella (via wanderlustandyou)
"Mia nonna, quando il nonno morì, si mise a dormire al suo posto. Diceva che in quel modo non sentiva il vuoto accanto. Così, quando di notte si svegliava, guardava il posto vuoto vicino al suo e pensava: “Ma vedi, non ci sono”."
- Diego De Silva, Mancarsi. (via malinconialeggera)
(Source: lapaolina)
"La cosa più incredibile dei pesci rossi, tuttavia, è la loro memoria. Tutti li compiangono per la caratteristica di ricordare solo gli ultimi tre secondi ma, in effetti, essere così saldamente legati al presente è un dono. Sono liberi. Niente crucci su cantonate, scivoloni, passi falsi o traumi infantili. Niente demoni interiori. I loro armadi sono pieni di luce e privi di scheletri. Cosa può essere più corroborante che vedere il mondo per la prima volta, in tutta la sua bellezza, quasi trentamila volte al giorno? Che meraviglia sapere che la tua Età dell’Oro non era quarant’anni fa, quando avevi ancora tutti i capelli, ma appena tre secondi fa e dunque, con ogni probabilità, ancora in corso, in questo preciso istante. E anche in questo istante. E anche in questo istante. E anche in questo istante."
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Marisha Pessl - Teoria e pratica di ogni cosa (via puzziker)
Magari fosse così! Almeno per quanto mi riguarda, sono pieno di cantonate, scivoloni, passi falsi, traumi, demoni interiori, e la collezione di scheletri nell’armadio prossimamente verrà esposta al British Museum.
Purtroppo non ricordare non significa non sentire le cicatrici.
(via soggetti-smarriti)
Non sentirsi parte di niente … e allo stesso tempo sentirsi così parte di qualcosa da rimanerne soffocata.